M5S: intervento del 27/9/18 in Consiglio Comunale

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Ecco l’intervento della consigliera comunale di opposizione Silvia Baldina in consiglio comunale a Vigevano riguardo al nuovo Centro Commerciale in costruzione a circa 500 metri di distanza da quello già esistente, il Ducale.
“Non abbiamo bisogno di nuovi centri commerciali: abbiamo bisogno di meno cemento, meno energia sprecata, meno traffico, meno inquinamento. Vigevano non deve essere un gigantesco negozio, Vigevano è una città di cultura, di bellezze artistiche, di cibo di qualità, di paesaggi, di storia, di agricoltura, di tradizioni, di artigianato, tutto ciò va valorizzato e anche questo dà posti di lavoro, ben più dei centri commerciali che distruggono quel poco di tessuto sociale che resiste, sfruttano i lavoratori e fanno chiudere le piccole attività di prossimità.
Inoltre i danni sociali, ambientali e sanitari ricadono sulla comunità che ne paga le conseguenze fisiche ed economiche.
I vantaggi dei centri commerciali sono solo per gli speculatori edili e politici che abbiano interessi di varia natura in merito. Il centro commerciale è un non luogo dove si spendono più soldi del dovuto e procurano il vuoto di una vita da consumatori che crea le peggiori condizioni di frustrazione e disagio in giovani ed adulti.
Dobbiamo offrire attività culturali di tutti i tipi, biblioteche, teatro, musica, arte, luoghi dove ci si può esprimere senza dover pagare uno scontrino.
Da Nord a Sud, negli ultimi anni, decine di centri commerciali sono falliti. La crisi economica, le nuove abitudini di consumo, l’avvento dell’e-commerce, AMAZON ma anche, e forse soprattutto, la grande densità di strutture commerciali disseminate sul nostro territorio.
Voglio portarvi un esempio di cosa potrebbe succedere anche da noi.
Orzinuovi, comune di poco più di 12mila abitanti situato nella Bassa Bresciana.
Qui nel 2009 è stato inaugurato in pompa magna uno shopping center di tre piani, dai colori sgargianti e dall’aspetto accattivante. Trenta negozi, due ristoranti, un bowling e un cinema multisala. Si chiamava Orceana Park e a guardarlo oggi viene difficile immaginare come abbia potuto ridursi in queste condizioni. La struttura è rimasta aperta solo per pochi anni: i negozi hanno cominciato piano piano a svuotarsi, poi è stata la volta dei ristoranti. Il cinema, l’ultimo a resistere, è rimasto aperto per alcuni mesi sobbarcandosi il costo di gestione dell’intera struttura. Ma dopo ha dovuto arrendersi anche lui.
Com’è stato possibile? Il sindaco, Andrea Ratti, nel 2009 non era ancora il primo cittadino di Orzinuovi. Parla di “scelta sbagliata”, nata forse “in un contesto non ottimale”.
E infatti a nemmeno un chilometro dall’Orceana Park sorgeva già un centro commerciale, oggi ancora aperto.
COME DA NOI
Ma cosa succede all’estero?
Negli Stati Uniti, da qualche anno i media parlano di “retail apocalypse”, l’apocalisse delle vendite al dettaglio. Secondo un’analisi di Cushman & Wakefield, colosso del settore immobiliare, la crisi non risparmia i centri commerciali: molti dei grandi “mall” che hanno fatto la storia dello shopping a stelle e strisce, copiati e riprodotti come modello di consumo in quasi tutto il mondo, oggi sono chiusi.
Ma vediamo anche chi ha già una visione del futuro.
In Italia c’è chi cerca di correre ai ripari.
La Regione Abruzzo ha varato una moratoria, che ora dovrà essere approvata dal Consiglio Regionale, per bloccare la costruzione di nuovi centri commerciali fino al 2021.
E ora facciamo qualche nome e anche cognome.
A Vigevano la delibera è passata con i voti favorevoli del centro destra a guida del sindaco Ambrogio Cotta Ramusino l’8 febbraio 2010.
Il 28 settembre 2011 la convenzione edilizia è stata trascritta dal Notaio Maestroni durante il 1’ mandato dall’attuale sindaco Andrea Sala.
Io fossi nel sindaco, mi vergognerei di aver avallato un’opera del genere e ammetterei di aver fatto una scelta sbagliata. Ma lo farei subito, adesso che non c’è ancora nulla di costruito.
Non posso credere che una convenzione di 7-8 anni fa non possa essere revocata. Anche a costo di sostenerne; ma quanti sono abbiamo fatto una valutazione? Varrebbe la pena farla. Ne abbiamo il tempo, possiamo rimandare e rivedere…. O ancora meglio non approvare la variante ed attenerci al progetto in questo momento insostenibile per la parte lottizzante.
Ed ora qualche precisazione sulla convezione del 2011 del notaio Maestroni.
Anche se volete cambiargli nome questo è un centro commerciale ed inteso da tutti come centro commerciale.
Nella stipula notarile all’art 1 obbligo generale, dovrà essere rispettato il divieto di costituzione di centro commerciale come definito dall’art 8 del dgr 18-12-2003 nr 7715701.
Gli atti compiuti in violazioni di tale divieto sono nulli. Tale nullità potrà essere fatta valere dal comune o da chiunque altro ne abbia interesse e potrà essere rilevata dal giudice.
Caro sindaco ci arrampichiamo su posizioni per approvare questa variante dicendo che non è un centro commerciale, cambiando la convenzione per stare sotto ai 10000 mq per non incorrere in provvedimenti più restrittivi, la realtà è che voi volete questa nuova ferita al territorio di vigevano e prendete come scusanti atti che provengono da giunte non vostre.
La verità è che volete altro cemento a vigevano.
Voglio sottolineare che l’area di 60000 mq è gravata da vincolo paesaggistico imposto ai sensi del Decreto legislativo nr 42 del 22-1-2004 art 142 e che alla data del 6-9-1985 era compresa in zona omogenea e-zone rispetto dell’abitato e zona omogenea f-viabilità.
La via c’è.
Percorriamola tutti insieme perché Vigevano non ha assolutamente bisogno di un altro centro commerciale!
Facciamo vivere il commercio vigevanese e la nostra città.
Non approviamo la variante ed atteniamoci al progetto in questo momento insostenibile per la parte lottizzante.
No al centro commerciale.”