Intervento su linee programmatiche 20-25

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Riportiamo l’intervento in aula sul “libro dei sogni” del centro destra, cioè le linee programmatiche.

“Dare una credibilità a questo documento importante che dovrebbe segnare la traccia dei prossimi 5 anni della vostra maggioranza mi è molto difficile, perché questa non è una nuova legislatura ma il terzo atto della stessa commedia, ed è per questo che mi è impossibile darle una collocazione di una minima realtà e fattibilità. Il passato non si può scordare sono sempre di fronte a noi, le vostre manchevolezze, una non visione di futuro per la nostra città, incapacità di guida anche nelle cose più semplici: cura della città, pulizia, raccolta rifiuti, verde pubblico, rispetto delle regole, sicurezza, nulla ha funzionato, ed ora dovremmo improvvisamente credere di una nuova volontà propulsiva di coloro che per 10 anni non hanno saputo mantenere le promesse fatte sia in  campagna elettorale, sia nelle linee programmatiche che nel DUP.

Il documento che stasera ci presentate è pieno di buone intenzioni, con molte mancanze, molto vago nelle sue formulazioni, poco concreto nelle esplicazioni di un suo futuro compimento. Speriamo che il prossimo DUP sia più chiaro esplicativo e completo nei piani e nei tempi di realizzazione.

Una cosa, però è chiara in questo documento: la poca fiducia che avete in voi stessi e nella organizzazione della macchina amministrativa che governate. In ben 16 punti si chiede l’aiuto a nuove strutture, professionisti qualificati, (speriamo qualificati e non amici da sistemare) comitati, fondazioni, associazioni o privati, senza nessun accenno al Consiglio Comunale essenza democratica rappresentativa della volontà dei cittadini.

Ma vediamo questo documento in qualche suo punto “Azioni di ripartenza per il rilancio industriale, infrastrutturale e tecnologico” si leggono alcune cose che non appartengono alla sfera delle possibilità comunali, ma che possono solo influenzare scelte che sono di altri enti statali. Vorrei ricordare che il progetto della Vigevano/Malpensa è vecchio di 20 anni e che i brutti, sporchi e cattivi che intralciano i vostri magnifici piani fino al 2013 non esistevano. Forse c’è qualcosa che non funziona nel progetto, altrimenti, sarebbe da tempo finito o almeno avviato.

Quello che non troviamo in questo primo punto sono le azioni per il rilancio industriale e tecnologico. Innovazione ed inclusione si possono trovare agevolando la crescita nei settori più consolidati e rigenerando nuovi spazi per i soggetti che investono nell’economia del futuro. Vigevano deve essere in grado di offrire queste opportunità.

Turismo: leggiamo solo attivazione, continuazione, sostegno, candidare, ma nessuna azione concreta; per migliorare la nostra offerta turistica dobbiamo essere in grado di garantire una sempre maggiore proiezione internazionale, connettendoci con i luoghi in cui si generano valori e conoscenza. Dobbiamo essere capaci di accogliere il mondo in casa nostra riscoprendo la nostra identità locale.

Grandi contenitori: Azioni per la ripartenza del Castello. Da molti anni si parla del trasferimento della biblioteca comunale al Castello. Una parte, all’interno del maschio, era già stata predisposta e strutturalmente attrezzata per accogliere la biblioteca. E’ proprio necessario portarla all’ex Braidense allestendo nuovi spazi spendendo risorse che potrebbero avere migliore destinazione? D’altra parte sarebbe anche giusto riconoscere che “Leonardiana”, pur valutando tutte le buone intenzioni non ha mai avuto vita facile e pochissima attrattiva. Val la pena investire denaro pubblico per acquistarla dal fallimento AST con tutti i dubbi sulla proprietà di parte delle riproduzioni oggi esposte? Penso che un approfondimento della situazione createsi andrebbe meglio valutata.

Per la gestione del Castello suggerite di creare una fondazione. Potrebbe anche essere una via da valutare sempre che la maggioranza del consiglio della fondazione sia di nomina comunale. Il privato è sempre ben visto quando fa opera di mecenatismo, non per lucrare su opere lasciate in eredità dalla storia alla nostra città.

Azioni per la ripartenza Mobilità smart

Nel documento si parla di un nuovo regolamento rivolto all’accesso veicolare nel centro storico. Il problema non è un nuovo regolamento, quello c’era anche prima, il problema è farlo rispettare cosa che non è mai stata fatta con evidente colpa nel non voler punire i trasgressori.

Non si parla di piste ciclabili, non si parla nemmeno di una vera isola pedonale, non si parla di spazi dedicati al passeggio, di verde, di periferie nulla per rendere Vigevano una città vivibile. Per la sostenibilità ed economia verde servono scelte coraggiose, piani di lungo periodo e la capacità di interpretare le sfide che abbiamo di fronte. Inquinamento atmosferico, gestione dei rischi ambientali e sociali, sviluppo della green economy e dell’economia circolare. Su questi terreni possiamo cambiare la nostra città.

Ridurre il traffico con l’approvazione di un piano urbano della mobilità sostenibile, deve essere il punto di partenza per una visione diversa per vivere meglio il nostro territorio, programmazione dei servizi di bike sharing, promozione della ciclabilità sono le azioni per migliorare parte dell’inquinamento atmosferico.

Avrei ancora tante osservazioni da fare sul coinvolgimento dei cittadini nell’azione di governo della città, sul bilancio partecipativo, sulla terza età, sulla disabilità, sul welfare, ma anche una visione di ripartenza dell’economia locale: perché prima o dopo la pandemia, che frena una economia già da prima sofferente, finirà e dovremo avere idee chiare e programmi ben definiti per la sua ripartenza.

Se vogliamo essere una città di riferimento, dovremo essere in grado di affermare una identità, averne consapevolezza, esercitare attrattiva, essere riconosciuti nel proprio ruolo; ma su quale piano? Dal punto di vista economico, turistico culturale, agricolo queste sono le domande che dobbiamo porci, non una lunga litania di faremo senza capo nè coda, poche idee precise fattibili, utili non un lungo sproloquio di cose abbozzate, una diffusa vaghezza senza una programmazione di contenuti e tempi”.

Silvia Baldina Consigliere Comunale M5S