Movimento 5 Stelle Vigevano

Biblioteca si o no?

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Per fine gennaio 2022 il Comune di Vigevano ha attivato un tavolo partecipativo per l’arrivo dei fondi dell’Unione Europea di 15 milioni.

Il primo argomento in discussione è lo spostamento della Biblioteca comunale da Palazzo Crespi nell’ala ottocentesca del Castello lasciata libera dalla Braidense.

Come Movimento 5 Stelle, rappresentato anche in consiglio comunale, vorremmo portare un nostro contributo di storia ed idee sulla destinazione di una nuova biblioteca, resasi assolutamente necessaria per le precarie condizioni dell’attuale.

Il Comune nel 2004, in sintonia con la Soprintendenza e la Regione, predispose un progetto di restauro e destinazione d’uso di gran parte del Maschio per la realizzazione della nuova biblioteca mediateca, in sostituzione di quella ospitata a Palazzo Crespi. Progetto attuato con un finanziamento complessivo di circa 6 milioni di Euro da parte di Stato, Regione, Fondazione Cariplo e Comune.

A fine 2010, con i lavori della nuova biblioteca in fase di completamento, e la fornitura degli arredi definita da un bando con copertura finanziaria di un prestito della Regione, il Comune decise la sospensione della destinazione del Maschio a biblioteca rescindendo il contratto degli arredi. Rottura del contratto per cui fu pagata una penale.

Nel 2014 i lavori di restauro e destinazione d’uso a biblioteca furono completati lasciando gli spazi del Maschio non utilizzati poiché la destinazione a funzione museale, voluta dall’Amministrazione, necessitava di una modifica di destinazione d’uso ratificata da parte di Stato e Regione. Nel frattempo AST predispose un progetto per la realizzazione di un museo virtuale e centro studi su Leonardo in vista ed in funzione di EXPO 2015. Il 2 febbraio 2016 la giunta comunale conferì l’incarico ad AST di predisporre e gestire uno spazio espositivo permanente legato a Leonardo.

L’8 febbraio AST delegò l’editore Giunti alla gestione della esposizione permanente, nel frattempo denominata “Leonardiana”. Dopo 6 mesi di apertura l’editore Giunti lasciò la gestione concordata, come da contratto, per la non capacità di reggere economicamente l’apertura del museo in profonda crisi economica aggravata dallo scioglimento e fallimento di AST con Leonardiana tenuta in attività a spese del comune.

Nel 2019, dopo che la Braidense cessò l’uso degli spazi che aveva in concessione, il Comune chiese ed ottenne la gestione diretta dell’ala ottocentesca destinando tali spazi per una nuova biblioteca. Con tale scelta il comune decise di lasciare il Maschio con la sola funzione di spazio espositivo con alcune sale occupate da Leonardiana, nel frattempo acquistata all’asta fallimentare di AST, le altre usate saltuariamente per usi impropri. Va considerato inoltre che la sottrazione dello spazio destinato alla biblioteca per ospitarvi la Leonardiana non ha generato alcun indotto turistico, motivazione quella turistica che è stata alla base della scelta di optare per tale struttura al posto della biblioteca, come da delibera del 2011: “La destinazione biblioteca/medioteca del piano terra del maschio è legata solo alla fruizione di un pubblico locale e non consente una interazione tra l’uso del Castello, il turismo e l’indotto che questo può creare”.

Oggi è del tutto evidente, e le dismissioni di Giunti ne è la controprova, che l’effettiva efficacia di tale esposizione sul piano turistico è stata fallimentare. Nella sua realizzazione non è stato considerato il fatto che il turista, di norma, si prefigge di avere come oggetto di visita un bene reale e non virtuale e che esposizioni di opere d’arte uniche ed originali, o luoghi e centri di importanza storica, sono di gran lunga più attrattivi rispetto alle loro repliche che, per altro risultano facilmente fruibili via internet e in molti casi sono frutto di esposizioni in centri commerciali.

A tal riguardo è doveroso tenere conto del fatto che la nuova biblioteca, su cui il comune ha preventivato e messo a bilancio per il 2020-2021 la somma di 3.600.000 euro, si trova a meno di 100 metri da quella già realizzata, completa di impiantistica, e non utilizzata se non per la parte che ospita l’esposizione delle riproduzioni leonardesche. Inoltre va tenuto conto che, comparando le due strutture, la nuova biblioteca avrebbe per l’ala ottocentesca la disponibilità di circa 1900 mq, da ristrutturare e attrezzare, mentre per il Maschio ci sono circa 2700 mq già disponibili cui si possono aggiungere i 1900 mq per piano dei piani superiori, ancora da  ristrutturare per eventuali attività di conferenza o espositive, compresa la bramantesca Loggia delle Dame che è al momento lasciata in abbandono e che, una volta recuperata, andrebbe ad essere un elemento di pregio annesso alla biblioteca. Purtroppo sta proseguendo l’iter del comune per la destinazione a biblioteca dell’ala ottocentesca, Una procedura che porterebbe alla realizzazione di due biblioteche, nello stesso luogo nell’arco di pochi anni, di cui una già terminata, costata 6 milioni circa e lasciata inutilizzata, ed una seconda del costo preventivato di 4 milioni circa ma di cui non dato sapere il costo finale per la mancata previsione dei costi di restauro e recupero delle parti antiche presenti nel piano terra. Un’operazione che potrebbe comportare un danno erariale.

UNA CONSIDERAZIONE SULLA PROPRIETÀ In merito alla gestione o possesso del complesso monumentale del castello, nel 2020 il Comune chiese, con il sostegno del sistema imprenditoriale vigevanese, la proprietà dell’intero complesso. Pensiamo che tale volontà non tenga conto di due questioni. La prima è che, a parte lo spazio occupato dal Museo Archeologico, la totalità del castello è in uso e in gestione al solo Comune di Vigevano e che alla Soprintendenza comporta solo un ruolo di verifica e controllo sugli interventi e sulla correttezza di tale gestione, ruolo che rimarrebbe essendo il complesso sottoposto a vincolo e tutela ministeriale. La seconda, più veniale, è che con la proprietà gli oneri sugli interventi di straordinaria manutenzione sarebbero tutti a carico del comune.